di TOMMASO VERGA
«SONO FISSATE NELLA MADIA». Una sorta di «mi raccomando…» per taluni gestori-ispettori dei beni comuni. Un ammonimento indirizzato a quelli che dopo aver scaricato i mobili, li hanno montati, trasferito i faldoni depositati nei contenitori precedenti, consegnate a chi di dovere le chiavi della nuova credenza, intesa come un «mobile rustico costituito essenzialmente da una capace cassa rettangolare a coperchio ribaltabile, destinata spec. alla lavorazione e conservazione del pane casalingo». Un canterano atto ad «aver la casa piena d’ogni ben di Dio». Sarà per questo che ogni volta tiri in ballo la «Madia» non si bada a quello che offre ma principalmente se soddisfa quanto interessante il gusto del padrone delle chiavi.

Marianna Madia

Un po’ d’ordine. Meglio: «ordeer!, ordeeerr!, ordeeeeerr!». Infatti, per mettere a posto l’impiccio sottostante, si direbbe necessiti davvero la grinta di John Bercow, lo speaker passato alla storia non soltanto di GB ma d’Europa per come ha messo in riga i partecipanti alle sedute della Camera dei Comuni londinese.
Servirebbe? certo che sì. Oltretutto, di analogo alla horror brexit saga, c’è che anche qui si chiudono le urne. Il 7 novembre. Data entro la quale nelle feritoie del protocollo comunale vanno depositate le domande relative al «Bando di selezione interna per progressione verticale del personale» del Comune di Guidonia Montecelio. In sostanza, servono due impiegati di «Cat. D posizione economica D1 profilo professionale «Istruttore direttivo amministrativo».

John Bercow, il presidente della Camera dei Comuni GB

Il guaio è che per non tutti i pretendenti la storia fila verso il lieto fine. Ne sono consapevoli, al punto che proteste sono state formalizzate, non soltanto verbalmente, c’è chi ha scritto, le ha messe in bella copia. Indirizzate al sindaco Michel Barbet, alla segretaria generale, al responsabile del Personale. Una sola critica, unanime: avete sbagliato l’interpretazione delle regole (come sbagliato?).
Un concorso interno, due posti, qualche soddisfazione anche economica per chi prevarrà. Tutto chiaro, ma soltanto fuori sede. Cioè finché non si passa a sfogliare i «requisiti per la partecipazione». Che, in maniera stringente e specifica, la «riforma Madia» (il decreto è il numero 75 del 2017, art. 22 comma 15), per i concorsi interni di progressione verticale come in narrazione, valgono gli stessi titoli dei concorsi esterni («fermo restando il possesso dei titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno»), di genere economico\sociale\giuridico per il ruolo amministrativo.
Viceversa, nella legge approvata dal Comune di Guidonia Montecelio (per modificare una legge occorre un’altra legge, si sa), i requisiti sono estesi a qualsiasi laurea. In pratica, un allargamento improprio della partecipazione a dipendenti altrimenti legittimamente esclusi a danno degli aventi diritto.
Non bastasse, nei «requisiti» appare la voce «valutazione dei titoli», attributo che non è curriculare visto che non è un titolo. La somma (verrebbe da dire «la summa») porta a pensare che la soluzione passa attraverso una revisione delle regole del concorso. Anzi, a un nuovo concorso. Fondato sulla semplice applicazione della «Madia» ed escludendo altro.