di TOMMASO VERGA
TRE ARRESTI (ai domiciliari): sono il maresciallo dei carabinieri Giuseppe Costantino (Nucleo ispettorato del lavoro), Andrea Paliani, segretario del Sicel (un sindacato autonomo), il commercialista Alessandro Tricarico. Che il «Gruppo INI» (Istituto neurotraumatologico italiano) avrebbe dovuto assumere. Al salario minimo di 250mila euro l’anno più un fuoribusta variabile.

Jessica Faroni con Nicola Zingaretti; sotto, Davide Barillari

Una condizione che i magistrati ritengono valesse lo scambio di notizie coperte dal segreto istruttorio. Relative all’accusa sulla gestione dei contratti di solidarietà che a ottobre del 2017 condusse alla conclusione dell’istruttoria il pm Paolo D’Ovidio – poi trasferito a Genova su sua richiesta – contro la famiglia Faroni, il centenario fondatore Delfo, la figlia Jessica, il fratello Christopher e Nadia Proietti.
La trama criminosa contava sul sostegno del maresciallo Giuseppe Costantino. La «trattativa» con Christopher Faroni prevedeva appunto l’assunzione nel “Gruppo INI” del proprio amico Tricarico come commercialista. Il che avrebbe ammorbidito l’inchiesta che vede coinvolta la società.
I reati. Induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e violazione del segreto d’ufficio.
Nella vicenda, in qualità di indagato – e in una posizione evidentemente minore rispetto ai tre consegnati ai domiciliari – anche Davide Barillari, consigliere della Regione Lazio del movimento 5 Stelle, componente della commissione sanità. In una conversazione intercettata contenuta nell’ordinanza, Paliani riferisce al grillino «di essere intenzionato a richiedere un’ispezione presso alcune cliniche del “Gruppo Ini” che – a suo dire – risultano sprovviste di determinate certificazioni, in maniera tale da poter poi procedere al commissariamento della società. Nella circostanza – si legge nell’ordinanza – pur non lasciandosi sfuggire commenti, Barillari approva il piano tracciato dal suo interlocutore». Secondo le indagini (condotte dai carabinieri del Comando provinciale di Roma), in un’altra intercettazione Paliani dice al telefono: «Dunque io me vedo venerdì sera con Davide Barillari. Sto a cena con lui perché lui ha già preparato il commissariamento (…) quindi è tutto pronto per la partenza!». Ennesimo strumento di pressione nei confronti dei Faroni, si legge nell’ordinanza.
Conversazione finale intercettata, Andrea Paliani racconta: «Sono anche andato a parlare con Fabrizio Diabolik (l’ultrà della Lazio ucciso il 7 agosto al Parco degli Acquedotti, ndr) quindi ho alzato il tiro, capito?». «Strumento di convincimento», il personale accompagnatore di Paliani, il quale per essere più «credibile», si era presentato a un appuntamento con Christopher Faroni insieme con Maurizio Boccacci, «rimarcando – si legge negli atti – la sua appartenenza al movimento di estrema destra Avanguardia Nazionale».

I tempi del contratto «separato» tra Jessica Faroni e il Sicel di Andrea Paliani

Non rari – e non sempre conflittuali – i rapporti tra Andrea Paliani e il “Gruppo Ini”. A fine 2012 le cronache registrano la personale soddisfazione del dirigente sindacale per la stipula di un contratto di lavoro in vigore dal gennaio successivo, alternativo a quello confederale: “E’ un accordo importante che permette al Sicel di essere presente al tavolo delle trattative per il personale del comparto sanità privata delle strutture associate all’Aiop”.
Il “bello” – se così si può dire – è che “Aiop” sta per confindustria della sanità privata, ed a presiederla è proprio Jessica Faroni, ossia “gruppo Ini”. E che il contratto “separato” sia “stato fortemente voluto dalla nostra organizzazione sindacale” evoca chissà quali tensioni tra le parti. E’ il contrario, visto che, a detta dei confederali, risulta peggiorativo dell’altro unitario, una donazione di sangue alle aziende.
«L’accordo –prosegue Paliani – è stato fortemente voluto dalla nostra Organizzazione Sindacale, perché siamo convinti che il nostro apporto sia fondamentale per migliorare le condizioni dei lavoratori. Il nostro primo interesse è senza dubbio salvaguardare il posto di lavoro degli addetti e di migliorarne le condizioni, ma allo stesso tempo di preservare il reddito economico della struttura garantendo la continuazione delle attività lavorative” (dal sito atuttadestra.net). Epoca di corporazioni…