di GIULIANO GIRLANDO
DOPO L’«OPERAZIONE “Rinascita Scott”», il procuratore Nicola Gratteri è stato subito oggetto di critiche per la sua esposizione mediatica. Dalla deputata del Pd fino al collega Otello Lupacchini. C’è stata una presa di posizione della Anm che ha difeso l’operato del magistrato e le dichiarazioni di Lupacchini hanno causato la reazione di Area, il principale gruppo di consiglieri togati al Consiglio superiore della magistratura, che ha chiesto l’apertura di una pratica su di lui nella I commissione competente sui trasferimenti d’ufficio dei magistrati per incompatibilità ambientale e funzionale, giudicando “allarmanti” le dichiarazioni del procuratore generale. Stessa richiesta avanzata dal gruppo di Magistratura Indipendente.

Nicola Gratteri; in alto, la conferenza stampa dopo l’«operazione “Rinascita Scott”»

L’operazione è stata chiamata “Rinascita-Scott” e il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri l’ha definita «la più grande operazione dopo il maxi processo di Palermo». I numeri parlano di 416 indagati, 260 arresti, 13.500 pagine di ordinanza cautelare di cui 250 solo per i capi d’imputazione, 5 milioni di fotocopie di ordinanze autotrasportate nella notte». Tra gli arrestati, avvocati, ex parlamentari, politici di primo piano, ufficiali dei carabinieri. All’operazione hanno preso parte 2.500 carabinieri del Ros e dei comandi provinciali, «supportati da unità del Gis, del Reggimento paracadutisti, degli squadroni eliportati Cacciatori di Calabria».
Cosi il 19 dicembre si sono accesi i riflettori su quello che stava accadendo nella regione e sulla portata dell’operazione condotta dalla procura di Catanzaro. Ma il giorno dopo su alcuni dei principali quotidiani nazionali, la stessa iniziativa non appariva nemmeno come notizia evidente, tutt’altro. Bastava attendere solo qualche giorno o qualche ora in più che la vicenda c’era ma appariva distorta e del tutto rovesciata, perché la notizia non era più l’«operazione “Rinascita-Scott”» ma che un magistrato, Nicola Gratteri, si era permesso di mettere su un circo mediatico ed arrestare mezza Calabria.
Sono bastate le dichiarazioni di una deputata del Partito democratico, Enza Bruno Bossio sulla pagina facebook, smentita dalla segreteria del suo partito e costretta alla retromarcia, per scatenare quelli che si definiscono “garantisti”, magari con l’aggiunta di “negazionisti”.
La mafia non esiste, la ‘ndrangheta è roba da romanzieri e show mediatici che servono a magistrati per fare carriera anche in politica.

Otello Lupacchini durante l’intervista al Tgcom24 di Canale 5

L’accostamento di Nicola Gratteri a Giovanni Falcone non è del tutto sbagliato, perché se una similitudine esiste è il trattamento che è stato riservato da certi organi di stampa, da certa politica e in ultimo anche da colleghi a Nicola Gratteri e che ricorda quel “Metodo Falcone” preludio alla delegittimazione. Perché la mafia c’è ma non si deve sapere e quindi bisogna evitare gli show e la spettacolarizzazione dei processi. Frasi fatte ad uso e consumo del bar dello sport sotto casa, perché magari i processi di mafia fossero tutti messi in televisione come “Un giorno in Pretura”. Diceva Paolo Borsellino che bisogna parlarne del fenomeno mafioso, nella televisione, in radio, sui giornali e nei bar.
In una recente intervista Nicola Gratteri ha detto: «le mafie si contrastano non con la polizia nelle strade, che serve a poco, ma con investigatori, gente con la cuffia sulla testa che sente le intercettazioni, gente che va a fare i riscontri documentali di quelle intercettazioni negli uffici. Quindi, dobbiamo cercare di essere più seri. Tu, ministro della Giustizia, creami un sistema giudiziario forte e tu, ministro dell’Interno, creami una macchina investigativa proporzionata alla realtà criminale».
E allora su quale dovrebbe essere il ruolo dell’informazione, ce lo dovremmo ricordare attraverso le parole di Giancarlo Siani: «per combattere la mafia non bastano le forze dell’ordine, ma il dovere dei giornalisti è quello di informare e il dovere dei cittadini è quello di informarsi».