
Maria Elena Boschi
PER «ITALIA VIVA» MARIA Elena Boschi. Oggi, 2 dicembre, al Car, il centro agroalimentare romano sulla Tiburtina ne ha ospitato l’esordio. Benché previsti, hanno «disertato» l’appuntamento Annamaria Parente, Roberto Giachetti e Luciano Nobili, impegnati nelle votazioni alla Camera ha detto Ileana Piazzoni, presentatrice della serata, seppure estranea al manifesto d’annuncio.

Felice Restaino
Esattamente nelle stesse ore in cui l’informazione all news svelava il volto del fidanzato segreto, miss Italia viva si apprestava a intervenire. Con lei, i consiglieri regionali del Lazio, Marietta Tidei ed Enrico Cavallari, firmatario della proposta di legge depositata il 18 febbraio sulla nascita di «Albaterme», l’ente locale autonomo che si vorrebbe prendesse il posto di Villalba di Guidonia e Tivoli Terme. Curiosità: nel suo intervento, nemmeno un cenno al progetto, che tra non molto dovrebbe andare in discussione nel Consiglio della Pisana. Al momento del deposito, Enrico Cavallari ovviamente non era in Italia Viva ma soltanto un espulso dalla Lega.

Laura Di Giuseppe
Nel posto della politica un tema è risultato centrale, visto che ha annodato le motivazione dell’adesione al nuovo partito di tutti gli intervenuti: la critica al movimento 5Stelle, partner di governo che i renziani hanno trasformato in un autentico leit-motiv. Ha cominciato Marietta Tidei (per dire che «non condivido la posizione di Zingaretti»), ha concluso Maria Elena Boschi. La parlamentare ha messo in evidenza in particolare la contrarietà di Italia viva al «reddito di cittadinanza» e il costo della misura, miliardi di euro che potevano e possono essere destinati ad altro.

Enrico Cavallari
Non sono mancati naturalmente gli aspetti «stretti», più direttamente Italia viva degli avvenimenti di questi giorni. A principiare dalle sottolineature relative alla «vertenza» di Matteo Renzi con i magistrati di Firenze (e/o viceversa): «Chi decide oggi che cosa è un partito? – postava su Facebook Matteo Renzi due giorni fa – La politica o la magistratura? Su questo punto si gioca una sfida decisiva per la democrazia italiana. Chiameremo in causa tutti i livelli istituzionali per sapere se i partiti sono quelli previsti dall’articolo 49 della Costituzione o quelli decisi da due magistrati fiorentini». Diversa, sempre su Facebook, l’opinione di Luigi Di Maio, capo politico dei 5stelle: «Dobbiamo fare chiarezza. Serve subito una commissione d’inchiesta sui fondi ai partiti, inclusi associazioni, fondazioni, movimenti… Tutti ci dobbiamo sottoporre a questa commissione d’inchiesta, e faremo in modo di portarla a casa il prima possibile».
Una rapida perlustrazione delle adesioni, dà presenti al primo appuntamento i sindaci Roberto Mastrosanti, Frascati (alla ricerca di una nuova forma-partito); Orlando Pocci, di Velletri; Emilio Cianfanelli, di Ariccia; Vincenzo Marcorelli, vicesindaco di Rignano Flaminio; il fuori-quota Riccardo Travaglini, di Castelnuovo di Porto (che ringrazia per essere stato accolto pur non avendo aderito a Italia viva). E, via via, Aldo Cerroni – a indicare posizioni e postazioni – con Mauro De Santis; Laura Di Giuseppe con il consorte Mirko Fina; Giuseppe e Antonio Muratore; Patrizio Pastore; Patrizia Carusi; Felice Restaino; Leonardo Luciani con il fratello.
Appuntamento ai congressi per l’elezione degli organismi dirigenti. Congressi che però potrebbero svolgersi più in là nel tempo, lasciando il posto a designazioni decise dal «centro» (sarebbe il motivo che ha portato a non svolgere l’assemblea nazionale fissata per il 15 novembre a Torino: partiti nuovi, difetti vecchi).