di SALVATORE PARADISO
IL PARCO MONTI LUCRETILI non arretra di un millimetro nella difesa del divieto d’accesso su via dell’Inviolata del quale hinterlandweb.it aveva scritto lo scorso 16 marzo. Con la pubblicazione sull’albo pretorio delle delibere numero 20 e 21 del Consiglio direttivo, si dà mandato all’Avvocatura generale dello Stato di opporsi ai due ricorsi gemelli presentati dalla Città Metropolitana di Roma Capitale e dalla società cerroniana Guidonia Ambiente, proprietaria del TMB di Guidonia Montecelio, che vorrebbero annullare il regolamento per l’accesso nelle strade interne del Parco dell’Inviolata. Regolamento, che di fatto, assieme alla legge istitutiva del 1996, potrebbe rappresentare l’unica vera barriera legale ai camion di AMA, decisamente incompatibili con le finalità naturalistiche dell’area protetta guidoniana.
Grande assente, proprio l’amministrazione di Guidonia Montecelio, totalmente passiva nella vicenda che vede contrapposto il Parco monti Lucretili agli appetiti della ormai consolidata «coppia monnezzara» Gualtieri-Cerroni.
A parte pochi ed inutili proclami ai manifestanti della scorsa settimana, timidi dichiarazioni inconsistenti in Consiglio comunale e qualche inutile comunicato stampa, di fatto Mauro Lombardo e la sua variopinta maggioranza, non stanno compiendo alcun atto concreto per opporsi all’apertura del TMB. Nonostante gli esposti di cittadini e associazioni, infatti, il sindaco non ha mosso un dito per inviare delle pattuglie di polizia Locale a far semplicemente rispettare il divieto d’accesso in via dell’Inviolata. E questa responsabilità, comunque andranno le cose, non gliela toglierà nessuno.
Il Parco monti Lucretili comunque tira dritto e fa scendere in campo la cavalleria in difesa delle sue iniziative di tutela ambientale. A “chiamare in causa” l’Avvocatura generale dello Stato, il D.P.C.M. 27 luglio 2007 invocato nelle premesse di entrambe le delibere, che stabilisce che “l’Avvocatura dello Stato è autorizzata ad assumere la rappresentanza e la difesa degli Enti-parco Regionali del Lazio, nei giudizi attivi e passivi”.
Un primo banco di prova delle ragioni del Parco potrebbe essere rappresentato dalla richiesta di sospensiva dell’efficacia del regolamento, presente in entrambi i ricorsi, che potrebbe essere calendarizzato dal Tribunale amministrativo già tra qualche settimana. Di certo, un rigetto della richiesta sarebbe una vittoria non da poco per il piccolo ente regionale contro i due colossi. E anche una lezione non da poco per il defilato sindaco Lombardo.