di TOMMASO VERGA
IL RICORSO CONTRO LA SOSPENSIONE non dev’essere accolto. Perché il provvedimento, a firma di Egidio Santamaria, “dirigente pianificatore territoriale, area VI lavori pubblici, ambiente, attività estrattive” del Comune di Guidonia Montecelio, risulta motivato dal difetto della polizza fideiussoria. Lo ha stabilito ieri il Tar del Lazio con una decisione avversa all’esposto della «F.lli Poggi spa» contro l’ente locale. Nei confronti dell’azienda, l’8 settembre scorso, il municipio – ordinanza numero 10 – aveva infatti determinato la «sospensione dell’Autorizzazione del 13 maggio 2014 e della relativa attività estrattiva», proprio perché mancante della polizza assicurativa.
Medesimo provvedimento per «Caucci Mario ITR», «S.T.R.» (ordinanza numero 11) e «B.T.R.» (numero 12); la numero 13, relativa alla «F.lli Pacifici», escludeva il provvedimento di cessazione dell’attività in quanto contemporaneo alla «variante di recupero ambientale».
Perché, hanno precisato i giudici, «lo svolgimento dell’attività estrattiva» dev’essere «sempre assistito dalla prestazione di una valida ed efficace polizza fideiussoria per i lavori di coltivazione e per il completo ripristino ambientale».
D’altronde – si prosegue –, il «contenuto del provvedimento» del Comune ha lo scopo «di salvaguardare il preminente interesse pubblico alla tutela ambientale» senza incidere «in modo definitivo sull’attività della ricorrente». Uno stop cautelare in sostanza, subordinato «alla presentazione della suddetta indispensabile garanzia».
Modalità presenti nelle determinazioni del Santamaria, che concedevano – come dettato dalla normativa – «150 giorni, naturali e consecutivi, per conformarsi alla norme di legge ed adempiere agli obblighi ai fini della ripresa dell’attività estrattiva e nello specifico alla presentazione di idonea polizza fideiussoria atta a garantire il piano di coltivazione e quello di recupero ambientale così come autorizzato».
Le argomentazioni dei giudici amministrativi – presidente Elena Stanizzi, Brunella Bruno e Ofelia Fratamico i consiglieri; il Comune di Guidonia Montecelio rappresentato dall’avvocata Antonella Auciello – proprio perché argomentano sin nei dettagli la mancata accettazione del ricorso della  «F.lli Poggi spa», già sollecitano più d’una riflessione. La principale delle quali si sofferma sui plurimi rinvii dei rinnovi-scadenze delle coperture assicurative. Quando direttamente decisi dal Comune e dai suoi organi rappresentativi, quando supinamente accettati su input delle aziende del travertino.
Comportamenti che non si giustificano – scrivono i giudici –. In entrambi i casi. Stante il fatto che «lo svolgimento dell’attività estrattiva dev’essere sempre assistito dalla prestazione di una valida ed efficace polizza fideiussoria per i lavori di coltivazione e per il completo ripristino ambientale». Un dettato che si direbbe «normale», che non si presta né richiede giudizi. In qualunque altrove, meno che a Guidonia Montecelio. Ora il Tar fissa una pietra miliare. Che non offre “vie di fuga”. Si vedrà se si proporranno effetti non solo nel bacino estrattivo ma prima ancora nelle nebbiose frequentatissime stanze della Pisana.
Prescinde dal provvedimento collegato alle assicurazioni il reclamo contenuto nel medesimo fascicolo contro il silenzio-risposta del Comune alla domanda della «F.lli Poggi spa» (risalente par di capire al 2018) di rinnovo dell’autorizzazione a proseguire l’escavazione.
Respinto il ricorso sulla sospensione del provvedimento di Santamaria dell’8 settembre, la discussione di merito è stata trasferita in Camera di consiglio. Il 4 dicembre. Per la valutazione si direbbe principalmente sull’inadempienza dell’ente quanto al rinnovo dell’autorizzazione. Mentre sull’attività produttiva in assenza della polizza fideiussoria l’orientamento dei giudici appare già solido. Superato oltretutto. Dalla delibera della giunta regionale che modifica una legge regionale. Ops